“Non sto bene al lavoro.”
A volte è una frase chiara. Altre volte è più sottile.
Non è sempre un crollo. Spesso è una sensazione che qualcosa non torna.
Continui a lavorare.
Porti risultati.
Rispetti le scadenze.
Ma sei meno lucido, più irritabile o semplicemente meno convinto.
Il punto non è stabilire se stai “abbastanza male”.
Il punto è capire che tipo di difficoltà stai vivendo e quale supporto può esserti davvero utile.
Non serve arrivare al limite per fermarsi a capire.
Questo articolo serve proprio se stai vivendo malessere lavorativo e incertezza professionale, per sapere come orientarti.
Le 3 forme di malessere che puoi imparare a riconoscere
Nel linguaggio quotidiano chiamiamo tutto “stress da lavoro”.
Ma sotto questa parola si nascondono esperienze molto diverse.
Riconoscerle è il primo passo per evitare soluzioni affrettate o tentativi a vuoto.
1. Confusione mentale e perdita di lucidità
È la sensazione di non avere più la stessa chiarezza di prima.
- Rimandi decisioni che normalmente prenderesti in poco tempo.
- Ti ritrovi a lavorare molto ma con poca direzione.
- Hai la sensazione di essere sempre in rincorsa.
In questa fase non serve “motivarti di più”.
Serve distinguere:
- cosa è urgente e cosa è importante;
- cosa dipende dal contesto e cosa da te;
- quali richieste puoi ridiscutere.
Un primo passo concreto può essere fermarti a mappare le tue energie per una settimana.
Dove si concentrano?
Cosa ti restituisce qualcosa e cosa ti svuota?
La lucidità non torna da sola. Va ricostruita.
2. Relazioni lavorative che logorano
A volte non è il lavoro in sé, ma il modo in cui sei dentro alle relazioni.
Conflitti sotterranei.
Aspettative non esplicitate.
Ruoli poco chiari.
In queste situazioni puoi notare che:
- anticipi le reazioni degli altri;
- eviti conversazioni importanti;
- ti porti a casa tensioni che non riesci a lasciare in ufficio.
Qui la domanda concreta non è “Chi ha ragione?”.
È:
- Qual è il mio margine di azione reale?
- Dove sto reagendo automaticamente?
- Dove posso cambiare posizionamento senza snaturarmi?
Non sempre si può cambiare il contesto.
Ma quasi sempre si può rivedere il modo in cui ci si sta dentro.
3. Disconnessione emotiva e perdita di motivazione
Non tutto il malessere è rumoroso.
A volte è silenzioso.
Continui a funzionare, ma senza entusiasmo.
Non sei in crisi, ma non sei nemmeno soddisfatto.
Avverti una perdita di senso nel lavoro.
Può essere un disallineamento tra:
- i tuoi valori attuali;
- le responsabilità che ricopri;
- la fase di vita che stai attraversando.
In questi casi la domanda non è “Devo cambiare lavoro subito?”.
È:
- Sto scegliendo ancora o sto solo proseguendo?
- Cosa è cambiato in me negli ultimi anni?
- Che cosa oggi non è più negoziabile?
La chiarezza precede la decisione.
Perché da soli è difficile capire da dove partire
Quando sei dentro a una di queste situazioni è normale:
- minimizzare
- rimandare
- dirti che passerà.
Non perché tu non sia capace.
Ma perché quando sei immerso nel contesto è difficile distinguere ciò che è transitorio da ciò che richiede un cambiamento più profondo.
Uno sguardo esterno può orientarti, senza etichettarti.
Non è un passo “da gente che sta male”.
È un passo da chi vuole capire prima di arrivare al limite.
Fare chiarezza, senza pressioni
Se ti riconosci in una di queste situazioni, non devi avere già deciso cosa fare.
Un primo passo può essere semplicemente orientarti.
Ho creato una masterclass gratuita proprio per questo:
ti aiuta a distinguere le diverse forme di malessere o disallineamento e a capire quali strade puoi valutare.
E se dopo averla ascoltata senti che da solo è difficile fare chiarezza, puoi prenotare una call conoscitiva:
uno spazio di confronto per capire insieme se questo è il momento giusto per iniziare un percorso.
Non serve essere in crisi per chiedere uno spazio.
A volte è proprio quando sei ancora funzionante che è più utile fermarsi.





