“Tanto non cambia niente.”
È una frase che sento spesso.
A volte arriva da chi sta vivendo un periodo di stress. Altre da persone che non si riconoscono più nel proprio ruolo lavorativo o che faticano a prendere una decisione personale o professionale. Altre ancora da chi si trova in un contesto organizzativo complicato e ha la sensazione di subire gli eventi.
Quando ti senti bloccato, il problema non è solo la situazione che stai vivendo.
È che perdi la percezione di poter incidere su ciò che ti accade.
In psicologia esiste un concetto che descrive bene questa esperienza: l’agentività.
Che cos’è l’agentività
L’agentività è la capacità di percepirsi come soggetti attivi della propria vita, persone che possono influenzare il corso degli eventi attraverso le proprie azioni.
Uno dei principali studiosi di questo tema è stato Albert Bandura, psicologo canadese noto per i suoi lavori sull’autoefficacia. Secondo Bandura, le persone non si limitano a reagire a ciò che accade intorno a loro: interpretano la realtà, prendono decisioni, definiscono obiettivi e agiscono in funzione di ciò che ritengono possibile.
L’agentività non coincide con l’idea di avere il controllo su tutto.
Significa riconoscere che esiste uno spazio in cui possiamo scegliere come muoverci, anche quando il contesto presenta limiti, difficoltà o incertezze.
Quando perdiamo il senso di agentività
Ci sono momenti della vita professionale e personale in cui questo spazio di azione sembra restringersi.
Può succedere quando:
- viviamo relazioni difficili;
- attraversiamo periodi di forte stress;
- ci sentiamo poco valorizzati;
- dobbiamo prendere una decisione importante;
- affrontiamo cambiamenti organizzativi che non abbiamo scelto.
In queste situazioni è facile concentrare tutta l’attenzione su ciò che non dipende da noi: le scelte dell’azienda, il comportamento di familiari e colleghi, le decisioni del capo, l’andamento del mercato, ecc.
Sono tutti elementi reali e spesso rilevanti. Il rischio, però, è che il nostro sguardo si fermi lì.
Quando succede, iniziamo a vivere la vita (e il lavoro) come qualcosa che ci accade anziché come qualcosa a cui partecipiamo.
Alcuni segnali che possono indicare una riduzione dell’agentività
Non esiste un test rapido per capire quanto siamo agenti della nostra vita.
Ci sono però alcuni segnali che meritano attenzione.
Per esempio:
- rimandare decisioni che continuiamo a rimandare da mesi;
- lamentarsi della situazione senza cercare possibili alternative;
- pensare che qualsiasi tentativo di cambiamento sia inutile;
- attendere che siano sempre gli altri a fare il primo passo;
- percepire di non avere alcuna influenza sul proprio benessere.
Questi atteggiamenti sono comprensibili. Non rappresentano un difetto personale.
Spesso sono il risultato di esperienze ripetute di frustrazione o di contesti che ci hanno portato a dubitare delle nostre possibilità di incidere sulla realtà.
Da dove ripartire se ti senti bloccato
Quando una persona mi racconta di sentirsi bloccata al lavoro o nella vita personale, raramente la prima domanda che faccio riguarda il problema.
Mi interessa capire quale spazio di azione percepisce di avere, perché il cambiamento non inizia sempre modificando il contesto. Molto spesso inizia identificando ciò che dipende da noi. Per esempio, può trattarsi di
- una conversazione da affrontare
- un confine da definire
- una competenza da sviluppare
- una scelta da fare
- una modalità di leggere la situazione da attivare.
Non si tratta necessariamente di grandi cambiamenti.
Spesso sono piccole azioni, ma sono passi che restituiscono movimento.
Agentività e benessere lavorativo
Quando parliamo di benessere lavorativo, siamo abituati a concentrarci sulle condizioni esterne: carico di lavoro, organizzazione, leadership, clima aziendale.
Sono aspetti importanti e incidono profondamente sulla qualità della vita professionale.
Accanto a questi elementi esiste però una dimensione individuale che riguarda il modo in cui partecipiamo alla costruzione della nostra esperienza lavorativa.
L’agentività si colloca proprio qui: nella capacità di riconoscere quali risorse abbiamo, quali margini di scelta possediamo e quali azioni possiamo mettere in campo.
Le persone che sviluppano questa competenza non incontrano meno ostacoli degli altri.
Spesso affrontano gli stessi problemi. La differenza è che riescono a individuare più facilmente il proprio spazio di manovra.
Una domanda utile se ti senti bloccato
Se stai vivendo un momento di fatica professionale o personale, prova a fermarti qualche minuto e chiederti:
“Cosa sto aspettando che cambi?”
Poi aggiungi una seconda domanda:
“Quale piccolo passo dipende da me oggi?”
Non sempre la risposta arriva subito. A volte richiede tempo e riflessione, ma ne vale la pena perché apre nuovi scenari.





